“[…] come ho fatto io e come ha fatto dopo di me mio figlio Cataldo. Sperando che mio nipote un domani faccia lo stesso”
– Nino Aprea
In queste parole c’è tutta la storia di un cantiere che, a Marina Grande, non ha mai smesso di lavorare il legno. Già nel 1867 l’Atlante Statistico della Marina Mercantile, presentato all’Esposizione Universale di Parigi, registrava Cataldo e Antonino Aprea tra i maestri d’ascia del borgo, dove si costruivano barche fin dal 1760. Quando, tra gli anni Settanta e Ottanta, il mercato scelse la vetroresina, mastro Cataldo restò fedele al legno, insieme ai figli Nino e Raffaele. Il tempo gli ha dato ragione: oggi Aprea è sinonimo di gozzo sorrentino, una tradizione intatta da generazioni.
Dalle stesse mani sono nati restauri celebri, come il Pianosa, gozzo a vela latina del 1947 premiato con il Navalis e dichiarato d’interesse storico dal Ministero della Cultura, e la S.Antonino, primo traghetto del Golfo di Napoli comparso nel film “Pane, amore e fantasia” con Sofia Loren. Più di recente, il cantiere ha realizzato la ricostruzione della barca di Pietro, oggi esposta ai Musei Vaticani.
Un luogo fermo nel tempo
Virada Experience accompagna i propri ospiti in una visita privata all’interno del cantiere, dove poco è cambiato in oltre due secoli e mezzo. Tra queste mura, il gozzo prende forma come un tempo: la chiglia e le ordinate, il fasciame curvato tavola dopo tavola, le rifiniture in legno pregiato.
All’interno del cantiere-museo si potranno ammirare splendide imbarcazioni storiche appartenute a personaggi famosi come Eduardo De Filippo e Totò.
Un’esperienza autentica e straordinaria alla scoperta di uno dei simboli della Penisola Sorrentina.
